Da oggi in Aula a Montecitorio inizia l’esame AC 3169 c.d. “omicidio stradale”.

Il disegno di legge il cui iter è iniziato al Senato introduce principalmente una nuova fattispecie nel codice penale: l’omicidio stradale aggiuntivo a quello vigente dell’omicidio colposo “semplice” (art. 589 c.p.).

Il testo che si presenta all’Aula di Montecitorio è il risultato di un percorso tortuoso con ben 12 proposte di legge abbinate e un Testo unificato (al Senato) che è stato ampiamente modificato in sede referente alla Camera attraverso cinque emendamenti dei relatori (Morani e Gandolfi, PD) e altrettanti di altri deputati (Bazoli e Guerini, Pd, Ferraresi, M5S, Mazziotti Di Celso, ScpI, Rondini, LN – analogo Guerini).

Le disposizioni principali sono contenute nei primi due articoli (omicidio stradale e lesioni personali stradali) e nel sesto articolo (revoca della patente). Le pene e le sanzioni accessorie aumentano bruscamente ma si prevede anche il concorso di colpa della vittima e la conseguente riduzione della pena fino alla metà per l’interessato.

L’omicidio stradale, nel nuovo art. 589-bis c.p. (e art. 589-ter) è previsto nei casi di violazione delle norme del codice stradale con la previsione della pena di reclusione da 2 a 7 anni ma, soprattutto, nei casi di ebbrezza alcolica o alterazione psico-fisica per uso di stupefacenti si prevede la reclusione da 8 a 12 anni che può aumentare fino a 18 anni in caso muoiano o vengano ferite gravemente più persone o fino ad un massimo di 20 in caso dell’aggravante di fuga dell’omicida.

Medesima pena, in particolare, è prevista per chi uccide qualcuno durante una inversione a U, passando con il rosso, superando in prossimità di incroci, passaggi pedonali o andando contromano. Le pene sono state aumentate anche nel caso di lesioni personali gravi e gravissime (artt. 590-bis, -ter, -quater, – quinquies).

Irrigidimento delle sanzioni anche per quanto riguarda la revoca della patente. Il disegno di legge andando a modificare il codice della strada dispone a seguito della revoca l’impossibilità per l’omicida di conseguire una nuova patente nei successivi 15 anni. Se però l’omicida è stato già condannato per il reato di guida sotto effetto di alcol o di stupefacenti allora il divieto di conseguire la patente sale a 20 anni e a 30 nel caso in cui oltre a darsi alla fuga non abbia nemmeno chiamato soccorsi o prestato il primo soccorso alla vittima.

L’articolato e la portata del provvedimento sono stati ampiamente ritoccati nel passaggio nelle commissioni riunite II (Giustizia) e IX (Trasporti). In particolare, durante l’esame delle commissioni i relatori, accogliendo alcune richieste dell’Associazione Familiari delle Vittime della Strada (AIFVS), hanno proposto una serie di emendamenti, dando parere contrario alla stragrande maggioranza di quelli dei vari deputati, con i quali sono stati aumentati i minimi edittali di pena per l’omicidio e le lesioni personali stradali. Anche per quanto riguarda la revoca della patente e il divieto di poterne conseguire una nuova.

Si segnalano tre elementi di particolare interesse: il primo è riportato all’attuale sesto comma del nuovo articolo 589-bis. Si tratta del concorso di colpa della vittima. In tal caso le pene si riducono fino alla metà di quanto disposto nell’articolo. Resta poco chiaro se lo sconto di pena per condotta colposa della vittima sia da intendere per tutti i casi previsti nell’articolo, ivi compresi quelli di guida in stato di ebbrezza e alterazione psico-fisica per stupefacenti di cui al secondo, terzo e quarto comma, oppure solo per i casi di violazione del codice della strada espressamente indicati ai numeri 1), 2) e 3) del quinto comma. Il sesto comma infatti recita “Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti” lasciando intendere tutti i commi. Ma a quel punto vi sarebbe una domanda logica da porsi: per quanto la vittima avesse avuto una condotta colposa (non specificata), ad esempio correre sul ciglio della strada senza segnalatori di presenza di sera, un guidatore lucido rispetto ad uno sotto effetto di alcol o droghe avrebbe comunque potuto evitare di investirla? Inoltre vi potrebbero essere problematiche in termini di lunghezza e complessità dei processi.

Il secondo elemento è presente al medesimo sesto comma dell’articolo 589-bis e prevede l’aumento di pena nei casi in cui il veicolo di proprietà dell’omicida sia sprovvisto di assicurazione. Con tutta probabilità la ratio della modifica al testo in esame in sede referente, attuata con uno dei pochi subemendamenti approvati (0.1.501.3. Mazzioti Di Celso), è quella di sanzionare maggiormente chi non avendo il mezzo assicurato costringa di fatto lo Stato a coprire i danni attraverso il Fondo di garanzia per le vittime della strada istituito appositamente per i casi di incidenti stradali con mezzi non assicurati o non identificati.

Infine il terzo elemento, apparentemente solo procedurale, offre alcuni spunti di riflessione in merito alla capacità parlamentare di intervenire sulla legislazione approntando modifiche utili ad esempio per alcuni settori professionali, anche in disegni di legge apparentemente lontani o non inerenti. È il caso della lettera b) comma 1 articolo 4 introdotto con due emendamenti analoghi (4.4 Guerini e 4.3 Rondini) e per i quali i relatori hanno proposto la riformulazione. Nella lettera b), che aggiunge il comma 2-bis all’art. 359 del codice di procedura penale la legge dispone che nei casi di omicidio e lesioni personali stradali il Pm possa avvalersi di esperti nella ricostruzione di incidenti stradali iscritti all’albo degli ingegneri o dei periti industriali. A differenza della normativa vigente che invece non specifica i requisiti dei consulenti e men che meno la loro iscrizione in un albo professionale.

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