COME FUNZIONA IL 2 PER MILLE AI PARTITI

E’ notizia di queste ore che il 2 per mille ai partiti, dopo il clamoroso flop del 2014, quest’anno sembra aver registrato un grande ed inatteso exploit, in particolare grazie alle destinazioni ottenute dal Partito Democratico. Vediamo allora come funziona tecnicamente la normativa di questa nuova forma di finanziamento per i partiti.
La legge che ha introdotto il 2 per mille e che lo regola è il decreto legge 149 del 2013 e l’articolo specifico che ne parla è l’articolo 12 di tale provvedimento.
Ogni anno lo stato stanzia un fondo, che nel 2014 è stato di 7.75 milioni, nel 2015 è di 9.6 milioni nel 2016 sarà di 27,7 milioni e dal 2017 sarà a regime di 45,1 milioni. Tale risorse costituiscono un plafond che viene distribuito tra i partiti politici esclusivamente sulla base delle destinazioni effettuate dai contribuenti in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Se le destinazioni complessive, come è avvenuto nel 2014, sono inferiori alle risorse stanziate (in totale furono solo 325.000 euro), quello che residua viene riversato al bilancio dello stato. Se, come sembra essere il caso di quest’anno, le destinazioni complessive superano il tetto previsto per l’anno in corso, la cifra complessiva che viene ripartita tra gli aventi diritto rimane quella indicata dalla legge, che per il 2015 è appunto 9,6 milioni. In realtà va specificato che la legge prevede anche una possibilità che il tetto annuo stabilito possa essere sforato al verificarsi di determinate condizioni (previsto dai commi 10 e 11 dell’articolo 11 del Dl 149). Nello specifico, poiché la legge prevede anche degli sgrafi fiscali per le erogazioni liberali dirette ai partiti nel limite di appositi plafond annuali, se tali plafond non vengono superati mentre al contrario il totale delle destinazioni effettuate tramite 2 per mille è superiore al tetto di risorse annue stanziate, in questo caso le risorse non utilizzate per finanziarie gli sgravi fiscali previsti per le erogazioni liberali vanno a coprire le risorse mancanti al fondo del due per mille.
I fondi del 2 per mille vengono trasmessi ai partiti in due tranche annuali. La prima, pari al 40% del totale spettante, entro il 31 agosto, il saldo invece entro il 31 dicembre.
Al 2 per mille non possono accedere tutte le forze politiche, ma solo quelle che, essendo iscritte nel registro dei partiti (istituito dall’articolo 4 del dl 149/2013) abbiano ottenuto almeno un eletto alle ultime elezioni politiche o europee.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *