COSA DICE LA LEGGE SUI PARTITI

La legge sui partiti approda oggi, a partire dalle ore 13.00, all’esame dell’aula di Montecitorio. Ecco quali sono i punti salienti.

Il testo (all’articolo 2) detta una serie di disposizioni di principio tra le quali quella che l’organizzazione e il funzionamento interno dei partiti debba essere improntato al principio della trasparenza e al metodo democratico. In commissione sono state inserite inoltre due disposizioni che stabiliscono che in caso di silenzio dello statuto l’organizzazione e il funzionamento dei partiti è regolato dalle norme che disciplinano le associazioni non riconosciute. Inoltre si stabilisce che per quanto riguarda il nome e il simbolo, se lo statuto non dispone diversamente, il proprietario di questi è il partito(dunque non una persona fisica) e che per ogni atto di consessione del simbolo deve essere approvato dall’assemblea degli associati.

L’articolo 3 della proposta di legge prevede che per partecipare alle elezioni per il rinnovo della Camera debba essere depositato, insieme al simbolo e al programma elettorale, anche lo statuto, o in assenza di esso una dichiarazione minima di trasparenza di cui la stessa legge individua i requisiti fondamentali. In assenza di tale deposito le liste potranno essere ricusate.

In tema di trasparenza interna il testo che arriva in aula ripropone una serie di disposizioni già vigenti che obbligano i partiti a pubblicare sul proprio sito tutta una serie di documenti, tra i quali il rendiconto di esercizio. La novità riguarda il fatto che nei siti dei partiti debba essere attivata un’apposita sezione dedicata alla trasparenza (oggi non prevista) e la previsione di sanzioni pecuniarie in caso di mancata pubblicazione dei documenti richiesti. Sempre in tema di trasparenza si prevede l’obbligo di redazione di dichiarazioni congiunte in caso di erogazioni ai partiti di importo superiore a 5.000. Questa norma, ai fini della trasparenza, viene un po’ sterilizzata dalla previsione che per la pubblicazione delle erogazioni di importo da euro 5.000 a euro 15.000 sia necessario il consenso dell’erogante. Anche per le dichiarazioni congiunte, in caso di inadempimento il testo introduce sanzioni pecuniarie.

Un articolo che è stato aggiunto nel corso dell’esame in commissione va a modificare la normativa vigente che impone l’obbligo per i rendiconti dei partiti di essere certificati da una società di revisione esterna. Da tale obbligo vengono esentati i partiti che hanno un solo eletto in regione o che alle elezioni per la Camera abbiano conseguito almeno il 2% senza però aver eletto alcun rappresentante.

Infine l’articolo 9 inserisce una serie di sanzioni pecuniarie dirette in relazioni ad altrettante disposizioni del dl 149/2013 che ad oggi prevede soltanto sanzioni sottoforma di decurtazione del finanziamento pubblico indiretto.

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