DECRETONE: COME TI BOCCIO GLI EMENDAMENTI ONEROSI SENZA VALUTARNE I CONTENUTI

La Commissione Bilancio di Palazzo Madama è da qualche giorno impegnata ad esaminare gli emendamenti al c.d. Decretone (AS 1018) che contiene, tra le altre, le norme del reddito di cittadinanza e di quota 100.
Come abbiamo avuto modo di richiamare ne La strettoia, l’esame dei provvedimenti al Senato prevede una fase di valutazione preventiva degli emendamenti recanti disposizioni finanziarie che viene svolta dalla Commissione Bilancio. Al termine di tale verifica la commissione trasmette il proprio parere, vincolante, alla commissione di merito, in questo caso la Commissione Lavoro.
L’esame del decreto-legge n. 4 del 2019 ha però mostrato un ulteriore aspetto “particolare” delle sedute. Come riportato dai resoconti sommari il Governo ha dato parere contrario su un numero considerevole di proposte emendative recanti oneri finanziari e per i quali è stata richiesta la relazione tecnica dello stesso ministero. Quella di chiedere la relazione tecnica del ministero competente in materia è una procedura comune che serve proprio ad approfondire il contenuto delle disposizioni proposte al fine di comprenderne meglio il portato e soprattutto le ricadute in termini finanziari oltre che normativi. Ora, nel caso delle disposizioni con maggiori spese o minori entrate per le casse pubbliche, ai sensi dell’articolo 81 Cost., la verifica di quantificazione e copertura finanziaria è d’obbligo. Tale valutazione, proprio nel rispetto del dettato costituzionale si basa sulla verifica della corretta quantificazione degli oneri e della effettiva disponibilità di risorse per coprirli. Senza questa corrispondenza una disposizione può essere bocciata dalla commissione Bilancio (al Senato come alla Camera) e la sua bocciatura diventa vincolante perché costituzionalmente legittimata.

Ebbene, a titolo esemplificativo, come riportato nel resoconto della seduta pomeridiana del 15 febbraio 2019, il sottosegretario Garavaglia e il viceministro Castelli hanno dichiarato che per gli emendamenti per i quali è stata richiesta la relazione tecnica l’avviso del governo sarebbe stato contrario ma, come si evince dal medesimo documento, la relazione tecnica sui medesimi emendamenti non risulta mai redatta né presentata alla commissione, delineando così una bocciatura a priori degli emendamenti per il semplice fatto che contenessero delle disposizioni finanziarie – probabilmente considerate troppo complicate da verificare – che nessuno dal Governo ha valutato. Fatto ancora più curioso è che il parere contrario della Commissione Bilancio, adeguatasi all’avviso del Governo, sia stato deliberato ai sensi dell’articolo 81 Cost. pur disattendendo le verifiche tecniche e finanziarie previste.

Insomma, con buona pace della prassi e dei regolamenti, non si saprà mai se le quantificazioni e le coperture proposte nei diversi emendamenti avrebbero potuto essere valide da un punto di vista tecnico e finanziario.

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