FICO VA IN CONFUSIONE SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 44, COMMA 1

Che la seduta della Camera del 12 settembre sarebbe stata una di quelle sedute che avrebbero messo sotto stress il presidente di assemblea si poteva evincere fin dal suo inizio quando, forse respirando il nervosismo dell’aula, il Presidente Fico è andato un po’ in confusione fin dall’inizio.

Quando il gruppo Movimento 5 stelle, con il deputato Cosimo Adelizzi chiede, a norma dell’articolo 44, comma 1, del Regolamento la chiusura anticipata della discussione generale (sul decreto legge milleproroghe), il presidente correttamente annuncia che prima di porre in votazione la richiesta, sempre a norma del medesimo articolo, avrebbe dato la parola ad un oratore contro e uno a favore.

Il Presidente, però, dopo aver concesso la parola al deputato Enrico Borghi del Pd, che interviene contro, concede la parola anche ai deputati Foti (FDI), Occhiuto (FI) e Fornaro (LEU) che dichiarano tutti di intervenire contro la proposta di chiusura della discusione.

Il Presidente, forse percependo che qualcosa non andava nella procedura seguita, prima di mettere ai voti la richiesta dichiara conclusi gli interventi svolti ai sensi del comma 2, dell’articolo 44, commettendo però un ulteriore errore (perché la disposizione citata consente dopo la deliberazione della chiusura della discussione, ulteriori interventi ad un deputato per ciascun gruppo.

In alcuni casi in cui il regolamento, come agli articoli 14, comma 1 e 44, comma 2, impone solo due interventi uno a favore e uno contro, il presidente può decidere per motivazioni particolari e contingenti di dare la parola ad un esponente per gruppo, ma lo dichiara, cosa che invece non è accaduta nell’episodio sopra riportato.

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