Giunta per le autorizzazioni senza regolamento interno. Deroga, violazione o prassi?

Alla Camera dei deputati la Giunta per le autorizzazioni è regolata dagli articoli 18 e seguenti del Regolamento interno. Riferimenti normativi sono l’articolo 68 della Costituzione e la legge 140/2003 che reca “Disposizioni per l’attuazione dell’articolo 68 della Costituzione nonché in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato”. Di fatto la Giunta è chiamata a esaminare le richieste di autorizzazione a procedere nei confronti di parlamentari in carica o ad acta nei confronti di quelli cessati dal mandato ma in carica la momento dei fatti.
A norma del Regolamento interno di Montecitorio la Giunta si compone di 21 deputati nominati dal Presidente della Camera, ed elegge tra questi un presidente, due vicepresidenti e tre segretari, in maniera analoga alle altre giunte previste nel medesimo regolamento.
Al pari di queste ultime, inoltre, il comma 4 art. 18, dispone che la Giunta eserciti le proprie funzioni sulla base di un regolamento interno. Un regolamento che in realtà non è mai esistito.
A partire dal 1971, anno in cui fu approvato il Regolamento della Camera dei Deputati, è possibile rilevare solo due proposte di Regolamento della Giunta per le autorizzazioni, peraltro molto recenti: la prima nel 2003 (XIV legislatura) e la seconda nel 2012 (XVI legislatura).
In entrambi i casi le proposte non hanno visto la luce lasciando così la Giunta svolgere la propria attività ancora oggi senza alcun tipo di regolamento interno. Su cosa si fondano allora le procedure e le dinamiche interne della Giunta per le autorizzazioni? Semplice, sulla prassi consolidata nel corso dei decenni prima e dopo l’adozione del Regolamento della Camera (la Giunta fu istituita già nel 1951 e prima di allora era la Commissione Giustizia a occuparsi dei casi di autorizzazione a procedere) e, in via analoga, sul funzionamento tipico e regolamentato delle commissioni permanenti.
Ciò, ovviamente, permette una ben più ampia discrezionalità decisionale da parte dei presidenti della Giunta. Un esempio? Le documentazioni fornite dall’Autorità giudiziaria relative ai casi da esaminare in Giunta non sono tutte pubbliche e, in gran parte, sono accessibili solo ai deputati. Prassi che, nel caso specifico, accomuna la Giunta a Commissioni d’inchiesta come quella dell’Antimafia invece che alle commissioni permanenti.
Quanto il Regolamento interno sia in alcuni aspetti aleatorio, quanto esso possa essere adattato alle contingenze del momento e quanto invece appaia rigido sarà uno dei temi che tratteremo nel Corso per Assistente parlamentare e Consigliere politico dei prossimi 11 e 12 dicembre.

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