I CASI DELLA STRETTOIA: LA PROPOSTA DI LEGGE SULLE PARTECIPATE DEL LATTE

Nel libro la Strettoia abbiamo illustrato una serie di casi nei quali la relazione tecnica è stata utilizzata come strumento per differire o interdire l’approvazione di una proposta di legge. Sempre in quel libro facevamo anche cenno a casi di segno opposto nei quali il governo si presenta in commissione bilancio già munito di relazione tecnica senza che la commissione l’abbia chiesta.

In quest’ultima categoria rientra la proposta di legge a.c. 712, all’esame della commissione agricoltura della Camera, che va a modificare la normativa in materia di partecipate pubbliche per le società operanti nel settore lattiero-caseario.

La proposta di legge, presentata dalla Lega, di fatto sottrae alla stretta normativa sulle aziende partecipate, le società “aventi per oggetto sociale prevalente la produzione, il trattamento, la lavorazione e l’immissione in commercio del latte, comunque trattato, e dei prodotti lattiero-cseari”. In questo settore le pubbliche amministrazioni non solo potranno continuare a mantenere le eventuali partecipazioni già in essere, ma, se lo riterranno, potranno costituire nuovi soggetti pubblici.

In commissione bilancio, per l’esame in consultiva sugli eventuali oneri finanziari, il sottosegretario leghista Massimo Bitonci, già alla prima seduta (del 17 gennaio 2019) si presenta munito di una nota, ancora non richiesta dalla Commissione, della Ragioneria generale dello stato, nel quale si assevera la non onerosità della proposta in esame.

Merita un cenno la motivazione recata dalla nota della Ragioneria in merito alla neutralità finanziaria della normativa proposta. Tale motivazione consiste nel fatto che il decreto legislativo 175/2016 aveva previsto il conseguimento di risparmi a consuntivo dalla razionalizzazione del sistema delle partecipate. Non essendosi verificati tali previsti risparmi, per il Ragioniere generale dello stato, la proposta di legge non può andare ad incidere su tali risparmi.

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