IL CASO DALL’OSSO: COME M5S HA PERSO UN SUO DEPUTATO STORICO

Il caso del deputato Matteo Dall’Osso che dal gruppo MoVimento 5 Stelle è passato al gruppo Forza Italia sta facendo ormai da ore il giro delle testate e dei social. Se ci si vuole fare una idea di quello che è accaduto, per quanto edulcorato dalla sommarietà dei resoconti in commissione, vale la pena andarsi a legge il resoconto della Bilancio di domenica 2 dicembre, da pagina 10 a pagina 13 (http://www.camera.it/leg18/824?tipo=I&anno=2018&mese=12&giorno=02&view=&commissione=05#), quello di lunedì 3 dicembre, alle pagine 20 e 21 (http://www.camera.it/leg18/824?tipo=I&anno=2018&mese=12&giorno=03&view=&commissione=05#), e quello di martedì 4 dicembre, a pagina 105 (http://www.camera.it/leg18/824?tipo=I&anno=2018&mese=12&giorno=04&view=&commissione=05#).

La rottura dell’ex deputato pentastellato, già alla Camera nella XVII legislatura, si è innescata a partire dalla seduta del 2 dicembre durante la quale, in occasione dell’esame dell’emendamento 14.037 Dall’Osso recante, all’articolo aggiuntivo 14-bis, norme in favore di famiglie con persone invalide, il Presidente Borghi (Lega) ha annunciato il ritiro della proposta emendamentiva da parte dello stesso Dall’Osso che ha prontamente negato di aver preso tale decisione e sostenuto la volontà di sottoporlo a votazione.

Solitamente le proposte dei parlamentari di maggioranza, quando non c’è la volontà di approvarle da parte del Governo, ricevono con il parere contrario anche l’invito al ritiro così da evitare di doverle votare e di dover registrare una sorta di “auto-bocciatura” all’interno delle medesime forze di maggioranza. Esattamente quanto accaduto con gli emendamenti di Dall’Osso e di altri deputati del MoVimento 5 Stelle e della Lega. Vale la pena ricordare che Dall’Osso già nel corso della XVII legislatura ebbe modo di sostenere con forza le ragioni di interventi a tutela delle persone con disabilità o invalidità, problematiche d’altro canto che lui conosce direttamente. Una volta in maggioranza e al Governo è quindi naturale che un parlamentare promuova, con una certa sicurezza di risultato, le proprie battaglie, soprattutto quando sono caratterizzate da un certo grado etico e solidale.

Resta garantita, ovviamente, la prerogativa del parlamentare proponente, qualora presente in seduta, di decidere in ultima istanza se ritirare o far votare il proprio emendamento, anche in contrasto alla propria maggioranza. Nel caso del deputato Dall’Osso, egli stesso ha dichiarato in V Commissione la notte tra il 2 e il 3 dicembre 2018 «di non aver ritirato la propria firma da nessuno degli emendamenti presentati dal suo gruppo né da quelli dei quali è il primo firmatario» confermando pertanto la volontà di mettere ai voti l’emendamento.

Al rifiuto di ritirare il proprio emendamento altri deputati di altri gruppi hanno annunciato di volerlo sottoscrivere proponendone l’accantonamento, cioè il rinvio in altra seduta per permettere al Governo di approfondire e nel caso approvare, anche con eventuali riformulazioni, la proposta Dall’Osso. Nonostante le richieste trasversali in favore dell’emendamento 14.037 il Relatore Raduzzi (M5S) ha confermato il parere contrario. Nel frattempo, come si evince dal resoconto il deputato Dall’Osso sarebbe stato fatto allontanare per evitare ulteriori polemiche innescando così un acceso dibattito tra i membri di opposizione e quelli di maggioranza. Alla fine l’emendamento 14.037 è stato bocciato.

La frattura tra il deputato ex M5S e il resto del Gruppo si è definitivamente avuta tra il 3 e il 4 dicembre, in occasione dell’esame dell’emendamento 37.018 Dall’Osso con il quale si proponeva l’articolo aggiuntivo 37-bis recante l’istituzione del Fondo per l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità. Anche in questo caso il Governo aveva espresso parere contrario alla proposta ricevendo la richiesta del presentatore, nella seduta del 3 dicembre, di cambiare il proprio orientamento. Evidentemente l’Esecutivo, rappresentato dal sottosegretario al Lavoro, Durigon, onde evitare le polemiche della notte prima ha preferito accontentare, almeno sulle prime, Dall’Osso accettando anche su sollecitazioni delle opposizioni l’accantonamento, tanto che lo stesso Dall’Osso si è detto soddisfatto della decisione interpretandola come una apertura alla ipotesi di approvazione. Così però non è stato perché, come rileva il resoconto del 4 dicembre, l’emendamento 37.018 è stato definitivamente respinto.

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