IL CASO DI TRE EMENDAMENTI SENZA COPERTURA AMMESSI E APPROVATI

Una sorta di mantra per chi si trova a scrivere emendamenti è la regola che gli emendamenti che comportano oneri finanziari debbono prevedere anche un’adeguata copertura.

In realtà questa regola non è sempre così ferrea, in particolare nel corso dell’esame referente e se il provvedimento che si sta esaminando non è un collegato alla legge di bilancio.

Un esempio di scuola in questo senso è rappresentato da tre emendamenti identici recentemente presentati nel corso dell’esame decreto legge 27/2019 (c. 1718) presso la commissione agricoltura della Camera.

Gli identici emendamenti 10.048 (M5S), 10.01 (Leu) e 10.010 (Pd) prevedevano che ai lavoratori agricoli che avevano lavorato per imprese agricole in aree colpite da avversità atmosferiche eccezionali, fossero riconosciuti contributi aggiuntivi a quelli effettivamente lavorati.

La disposizione, poiché prevede il riconoscimento di contributi per giornate non lavorate, è evidentemente onerosa, eppure nessuno dei tre emendamenti prevedeva una copertura finanziaria.

Gli emendamenti, come detto, non sono stati dichiarati inammissibili, sono anzi stati approvati grazie ad una riformulazione proposta dal relatore nella quale è stata inserita, dal relatore stesso, la copertura finanziaria mancante.

L’esito degli emendamenti sopra descritti è dovuto a due fattori. Il primo riguarda il fatto che, nell’esame di provvedimenti che non siano collegati alla legge di bilancio, la valutazione degli oneri finanziari e delle relative coperture spetta alla Commissione Bilancio e non alla commissione che svolge l’esame in sede referente.

Il secondo fattore è ovviamente la volontà politica di approvare una disposizione come quella prevista dai tre emendamenti che ha fatto in modo che fosse il Relatore, probabilmente dopo aver consultato il governo, a farsi carico di inserire la copertura finanziaria.

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