Il finanziamento all’anniversario della morte di Gramsci e la qualità della normativa

Le celebrazioni dell’80° anniversario della morte di Antonio Gramsci sono da considerarsi un’esigenza indifferibile del bilancio statale. Infatti se si sfoglia il testo del decreto legge per il rilancio del Mezzogiorno approvato dal Senato (A.C. 4601), ci si imbatte in un articolo 16-novies che destina 350.000 euro per l’anno 2017 alle celebrazioni dell’anniversario della scomparsa del grande pensatore sardo. La copertura di questa spesa è effettuata con una riduzione di pari importo del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il fondo in questione è (uno dei tanti) il fondo per far fronte alle esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione istituito dalla legge di stabilità per il 2016.
Premesso che Antonio Gramsci è un pilastro della cultura, non solo politica, Italiana e che è giusto e doveroso finanziare iniziative culturali, la norma introdotta nel decreto legge per il meridione è utile per svolgere una serie di riflessioni interessanti sulla qualità normativa del nostro ordinamento.
Partiamo dalla copertura finanziaria utilizzata. Se si scorrono le leggi di stabilità o altri decreti relativi a manovre economiche è frequentissimo imbattersi nell’istituzione di fondi per il finanziamento delle esigenze indifferibili il cui riparto è demandato solitamente ad un dpcm. Il nome che viene dato a questi fondi sembrerebbe avere un senso ed una finalità ben precisa. Invece all’atto pratico non è infrequente che il fondo in questione si trasformi in una sorta di argent de poche, utilizzato per finanziare esigenze che indifferibili non appaiono, non solo con interventi come quello attuale che ne riducono la dotazione, ma anche con gli stessi provvedimenti di riparto.
Veniamo all’attinenza della norma con l’oggetto del decreto. Il decreto reca misure urgenti per la crescita economica del mezzogiorno. Dunque una norma per essere attinente e dunque ammissibile, deve riguardare il mezzogiorno d’Italia e deve intervenire in qualche modo sulla crescita economica.
Il finanziamento delle celebrazioni dell’anniversario della Morte di Gramsci non ha nulla a che vedere con la crescita economica, ed anche per quanto riguarda l’attinenza al meridione non è così stringente, infatti si dice “Al fine di consentire lo svolgimento, in particolare nelle regioni del mezzogiorno, delle celebrazioni della figura di Antonio Gramsci,”. Ciò significa che si prevede un occhio di riguardo per il sud, ma teoricamente parte dei finanziamenti potrebbero andare al centro e al nord.
Veniamo da ultimo alla qualità della norma in se. Come detto si destina una certa somma per consentire “celebrazioni”. Ma nulla si dice in merito all’atto con cui la somma stanziata dovrà materialmente essere attribuita ai richiedenti, ne la competenza di chi dovrà procedere al riparto, ma soprattutto nulla si dice sulle modalità con cui dovrà avvenire il riparto. Ad esempio vi è un termine temporale entro il quale dovranno prevenire le richieste per accedere al finanziamento? Oppure vi è un limite di importo al finanziamento nei confronti di una singola richiesta? Per risolvere questi dubbi ed evitare eventuali decisioni arbitrarie sarebbe bastato demandare ad un decreto ministeriale il compito di definire le modalità e i criteri in base ai quali sarebbe stati effettuati i finanziamenti.

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