Il primo question time al Senato

Tra le innovazioni introdotte dall’ultima riforma organica del regolamento del Senato c’è anche lo svolgimento in Aula, in maniera strutturale, di interrogazioni a risposta immediata, comunemente note come question time, come accade già dal 1997 alla Camera dei deputati. Il question time, come noto, consta in una sola domanda che viene rivolta da ciascun gruppo parlamentare al Governo, con tempi ristretti di illustrazione, risposta e replica, e la copertura televisiva in diretta.

Il primo question time al Senato, ai sensi delle nuove disposizioni, è fissato dal calendario dei lavori di luglio nella giornata del 12 luglio, di giovedì a differenza del canonico mercoledì della Camera, ma sempre alle ore 15,00 con la diretta televisiva, come per Montecitorio.

A regolare il question time in maniera analoga, anche se non identica, a quanto disposto dall’art. 135-bis Camera si è provveduto, come richiamato, modificando l’articolo 151-bis del Regolamento. Nella versione precedente alla riforma del dicembre 2017 le interrogazioni a risposta immediata erano già previste ma “periodicamente, e comunque almeno una volta al mese” (comma 1) e con i seguenti tempi di intervento: 1 minuto per la formulazione “senza alcun commento” della domanda (comma 4), 3 minuti per la risposta del Governo e altri 3 minuti per la replica dell’interrogazione.
Nell’articolo 151-bis novellato invece è indicato in “una volta alla settimana” l’appuntamento per le interrogazioni a risposta immediata (comma 1), è introdotto un termine specifico per la presentazione delle interrogazioni: è entro le ore 12,00 del giorno antecedente (comma 1-bis), quindi il mercoledì. Per quanto riguarda i tempi di intervento si è disposto un allungamento di quelli per l’illustrazione, che passa da un solo minuto a tre, mentre al Governo per rispondere è riconosciuto il medesimo tempo pre-riforma, cioè tre minuti, e infine si sono ridotti i tempi di replica, da tre a due minuti, omologandoli a quelli previsti a Montecitorio.

Va altresì notato che la riforma ha reso possibile, come lo era già alla Camera, l’intervento da parte di più due diversi senatori dello stesso gruppo nel medesimo question time, suddividendosi tra illustrazione e replica. Alla Camera, infatti, sensi del richiamato art. 135-bis, comma 4, RC, si prevede che la domanda venga formulata dal presentatore della interrogazione – e non da altri colleghi di gruppo – mentre il diritto di replica è riconosciuto allo stesso interrogante o ad altro deputato dello stesso gruppo. Il Regolamento del Senato pre-riforma invece al medesimo art. 151-bis, comma 4, prevedeva che fosse un senatore del gruppo che ha presentato la interrogazione a rivolgere la domanda e, al comma 5, che fosse lo stesso interrogante a replicare.
Lo stesso articolo 151-bis, al nuovo comma 6-bis, infine, estende la possibilità di svolgere il question time nelle commissioni con le medesime modalità di quello previsto per l’Aula.

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