Il rinnovo delle commissioni permanenti della Camera (e del Senato)

regolamento cameraOggi all’ordine del giorno delle commissioni erano previsti i rinnovi degli uffici di presidenza. Di cosa si tratta quando si parla di rinnovo delle commissioni permanenti?
All’articolo 20 comma 5 del Regolamento della Camera dei deputati (e art. 21 co. 7 Regolamento del Senato) le commissioni permanenti sono rinnovate ogni biennio e i componenti possono essere confermati. Va da sé che il rinnovo delle commissioni, nel loro complesso, includa il rinnovo delle cariche di presidente, vicepresidenti, segretari ovvero degli uffici di presidenza che sono votati dagli stessi componenti la commissione.
Incarichi di importanza strategica, oltre che operativa, soprattutto per ciò che riguarda le presidenze ma, in particolare, incarichi di peso politico che sono distribuiti in accordo tra i gruppi di maggioranza. A differenza di quanto accade, invece, per le commissioni di garanzia e per i comitati e le giunte per le quali di prassi si eleggono presidenti appartenenti a gruppi di opposizione (si veda ad esempio la Commissione di vigilanza Rai presieduta da un deputato 5 Stelle, la Giunta per le autorizzazioni presieduta da un deputato di Fratelli di Italia, etc).
Le larghe intese sulle quali si sostenevano il governo Letta e poi quello Renzi hanno visto mutamenti anche importanti che ci hanno consegnato, a partire dalla spaccatura tra Forza Italia e Nuovo centrodestra (poi Area popolare con Ncd-Udc), nonché attraverso le varie scissioni tra Scelta Civica, Per l’Italia, Centro Democratico e varie, per arrivare allo strappo tra Berlusconi e lo stesso Renzi, una situazione in parte anomala: su quattordici commissioni permanenti ben quattro erano presiedute da deputati formalmente all’opposizione, di Forza Italia: Affari Costituzionali con Sisto, Difesa con Vito, Finanze con Capezzone e Cultura con Galan.
L’occasione del giro di boa quest’anno ha permesso così al Pd di ridistribuire gli incarichi di presidenza delle commissioni equilibrando il peso all’interno della maggioranza (in concomitanza con la redistribuzione degli incarichi di governo).
Nella giornata, infatti, le quattro presidenze di Forza Italia sono state assegnate rispettivamente a Scelta civica (Mazziotti di Celso) per la Affari Costituzionali, al Pd per la Difesa (Garofani) e la Cultura (Piccoli Nardelli già vicepresidente) e ad Area popolare (Bernardo) per la Finanze. Cambiata anche la presidenza della Affari sociali che passa da Scelta civica a Per l’Italia-Centro democratico (Marazziti). Il quadro complessivo quindi riporta 10 presidenze al Pd, 2 al Ncd-Udc, 1 per ciascuno a ScpI e a Pi-Cd. L’anomalia di presidenti di opposizione, però, è solo parziale. Come dimostrano i casi precedenti la composizione politica delle maggioranze non influisce su quella degli uffici di presidenza delle commissioni.
Cosa accadde nelle passate legislature? Di seguito una breve panoramica.
commissioni XVI lgscommissioni XIV e XV lgs

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *