LA PROPOSTA DI LEGGE SULL’EDUCAZIONE MOTORIA ENTRATA PAPA E USCITA CARDINALE

Martedì 18 dicembre la Camera ha approvato in prima lettura una legge delega che introduce l’educazione motoria nella scuola primaria svolta da insegnati di educazione fisica (a.c. 523 e abbinate ).

L’approvazione del testo è stata molto celebrata in aula, anche perchè appoggiata da un consenso trasversale. Ma a ben vedere l’esultanza era assi poco giustificata, se non per il principio introdotto.

Infatti la portata della legge è stata molto ridotto rispetto al testo originario. La versione finale non prevede più l’introduzione a regime dell’educazione motoria in tutte le scuole primarie, bensì un’introduzione sperimentale che riguarderà solo un numero limitato di istituti in tutta Italia, quelli che riusciranno a coprire i 234 insegnanti nuovi assunti. La sperimentazione durerà 5 anni e al termine di questo periodo l’entrata a regime dovrà essere disposta con una nuova legge.

La riduzione della proposa di legge, come avviene sovente per le proposte di legge (e come documentato nel nostro libro la Strettoia ) è stata di fatto imposta dal governo che ha sollevato dubbi sulla copertura finanziaria (vedi la relazione tecnica ) imponendo alla commissione bilancio di imporre una condizione a norma dell’articolo 81 della costituzione che ha completamente trasformato la portata della normativa.

Ora la proposta passa al Senato e chi sa che non arrivino altre sorprese

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