La riforma del sindacato ispettivo alla Camera

Il 10 marzo la Giunta per il Regolamento ha ripreso una questione sottoposta dalla Presidente Boldrini con riguardo alle modalità di presentazione delle interpellanze urgenti (art. 138-bis) che costituiscono, assieme alle interrogazioni e alle interpellanze semplici (rispettivamente capi XXIX e XXX), i cosiddetti atti di sindacato ispettivo. Al termine della sedute sono state individuate soglie numeriche per dichiarare ammissibile o meno un atto spaziando da quelli ordinari a quelli urgenti ivi compreso il question time. Gli aspetti burocratico-amministrativi incideranno sull’attività politica dei Gruppi? La decisione, forse, nella seduta del 24 marzo prossimo.

Attualmente lo svolgimento delle interpellanze urgenti è previsto nella giornata del giovedì o nella mattinata del venerdì. Debbono essere presentate agli uffici entro la fine della seduta del martedì ma di prassi, laddove la seduta termini prima, i testi sono accolti anche fino alle 20,00. Fatto sta che al di là dell’orario di recepimento la interpellanza urgente essa deve essere pubblicata nel resoconto della giornata entro cui viene annunciata e trasmessa contestualmente al Governo perché provveda nel corso dei due giorni successivi a individuare una risposta. A norma del Regolamento le interpellanze urgenti, la cui risposta è data in Aula dal rappresentante del Governo, possono essere presentate a firma del Presidente del Gruppo parlamentare o da almeno 30 deputati, ogni Presidente non può firmare più di due interpellanze urgenti al mese e ogni deputato non può sottoscriverne più di una al mese. Ciò significa che i gruppi minori (ad es. Lega Nord, Fratelli d’Italia, Scelta Civica) hanno a disposizione al massimo due interpellanze urgenti al mese mentre i gruppi leggermente più grandi (come Area Popolare, Forza Italia, Sinistra Italiana) possono arrivare al massimo a tre, e quelli maggiori (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico) avrebbero a disposizione rispettivamente da cinque a oltre dieci interpellanze urgenti al mese da presentare al Governo.

La questione dei tempi e della lunghezza degli atti di sindacato ispettivo fu peraltro affrontata nella riunione della Conferenza dei Capigruppo del primo ottobre 2015 con la proposta da parte della stessa Presidenza di anticipare il termine di presentazione delle interpellanze entro il pomeriggio del martedì. La Conferenza terminò in un nulla di fatto per via della posizione contraria da parte della maggioranza dei Gruppi parlamentari. Alla luce di questa impasse la Presidenza decise di sottoporre la problematica alla Giunta per il Regolamento e affidare al deputato Ermini la definizione di una proposta di soluzione alternativa.

Nell’ultima seduta Ermini ha proposto quindi di introdurre un parametro di misura degli atti di sindacato ispettivo al fine di dichiararlo ammissibile o meno. Secondo la relazione allegata si tratterebbe quindi di applicare delle soglie numeriche alle parole contenute nel testo:  800 parole per le interpellanze, 600 per le interrogazioni a risposta immediata. Se l’atto supera queste soglie in maniera “non significativa” (ad es. pari o inferiore a ¼ quindi fino a 1000 o 750) l’atto non viene annunciato e pubblicato nel resoconto della giornata di presentazione a causa dell’istruttoria che deve svolgersi. Se invece il testo dell’atto supera in maniera significativa la soglia relativa, allora sarebbe incompatibile con i requisiti e quindi dichiarato inammissibile. Va segnalato che tra le soglie della relazione allegata e quelle illustrate da Ermini in Giunta vi è un certo scarto. Nel corso della seduta infatti il deputato ha indicato la soglia massima per il question time pari a 400 parole che salirebbero a 600 nel caso di interrogazioni ordinarie e a 800 per le interpellanze.

Al di là dei numeri però è chiaro che l’intervento comporterebbe per i Gruppi responsabili nel primo caso la concreta ipotesi saltare la seduta di question time o di interpellanze urgenti della settimana in corso (a causa dei ritardi che potrebbero subire le istruttorie), mentre nel secondo e più grave caso l’impossibilità tout court di presentare l’atto, con una estrema incisività (che potremmo definire anche interferenza) di tipo burocratico-amministrativo sull’attività strettamente politica dei Gruppi.

La questione al momento è rinviata alla seduta del prossimo 24 marzo.

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