LE MODIFICHE ALLA NORMATIVA SUI PARTITI NEL DL CRESCITA

Tra i tanti temi toccati dal Decreto crescita c’è anche quello della normativa su partiti e fondazioni politiche, che l’articolo 43 provvede a modificare (ulteriormente in parte).

La prima di queste modifiche, già annunciata e quanto mai opportuna, è quella che novellando il comma 4 dell’articolo 5 del Dl 149/2013 , alla luce di una più razionale definizione di fondazioni, associazioni e comitati politici (comma 1, lettera c), esenta le associazioni del terzo settore dagli obblighi di trasparenza previsti per i partiti politici a seguito dell’introduzione di un comma 4-bis.

Modifiche sono previste anche per la tempistica della registrazione dei contributi ricevuti per importo unitario pari o inferiore a 500 euro, che si ripercuote anche sulla tempistica di pubblicazione on-line. In questo caso, con una novella recata all’articolo 1, comma 11, terzo periodo della legge 9 gennaio 2019, n. 3 (ddl Bonafede), il termine, previsto al mese solare successivo al superamento del limite dei 500 euro nell’anno, è traslato al mese di marzo dell’anno successivo.

Fondazioni, associazioni e comitati politici sono esentati dal divieto previsto per i partiti politici di ricevere contributi da governi esteri previsto dal comma 28 dell’articolo 1 della legge 9 gennaio 2019, n.3 (comma 2, lettera D). La disposizione, presente nel testo originario del decreto e voluta direttamente dal Ministero della Giustizia deve aver creato qualche perplessità nella stessa maggioranza, dal momento che nel corso dell’esame parlamentare è stato approvato un emendamento che specifica che agli stessi enti è fatto divieto di devolvere tali contributi a favore di partiti politici, prevedendo altresì la contabilizzazione degli eventuali contributi ricevuti dall’estero in una voce di bilancio apposita.

Infine vengono attribuiti ulteriori poteri di controllo alla Commissione di garanzia degli statuti e per il controllo dei rendiconti dei partiti, tramite l’inserimento di un comma 26-bis nell’articolo 1 del Disegno di legge Bonafede (comma 2 b-bis), prevedendo la possibilità di accesso alle banche dati gestite da amministrazioni pubbliche o da enti competenti nella materia elettorale o che esercitino funzioni nei confronti dei soggetti equiparati ai partiti e movimenti politici.

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