LE POLEMICHE SU FOA E IL PRECEDENTE PADOAN

La risoluzione approvata oggi in vigilanza Rai che sollecita il cda della televisione di stato a riproporre “senza limitazioni” la candidatura a presidente di uno dei suoi componenti, il che significa sottoporre nuovamente al voto della stessa commissione il nome di Marcello Foa sta suscitando polemiche anche roventi.

In particolare chi contesta sostiene che, seppure non esplicitato nella legge, riproporre nuovamente un nome che non ha ottenuto la maggioranza qualificata dei due terzi dei voti sarebbe impossibile, se non contrario alla legge.

C’è però un precedente in questo senso verificatosi nella scorsa legislatura, seppure in una situazione diversa.

Nel gennaio 2014 Pier Carlo Padoan fu proposto dall’allora governo Letta come presidente dell’Istat. Anche in quel caso la legge prevedeva che la nomina proposta dal governo dovesse essere ratificata da un voto parlamentare a maggioranza qualificata dei due terzi da parte delle commissioni competenti (che in quel caso erano le commissioni affari costituzionali di Camera e Senato).

Ebbene nella votazione svolta in Senato il 15 gennaio 2014, a sorpresa il nome di Padoan non ottenne la maggioranza prevista (anche se per un solo voto).

Dopo un’iniziale sbandamento il governo ripropose al voto delle commissioni il medesimo nome qualche giorno dopo, ed alla seconda votazione ottenne il quorum di voti previsto sia alla Camera che al Senato.

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