LE PROPOSTE DI LEGGE DELL’OPPOSIZIONE POSSONO ESSERE RINVIATE IN COMMISSIONE?

La vicenda del rinvio in commissione della proposta di legge sul taglio delle indennità dei parlamentari, verificatosi nella seduta della Camera dei Deputati di martedì 25 ottobre, sarà oggetto della seduta della giunta per il regolamento che si svolgerà martedì 2 novembre.

Per la precisione quest’ultimo caso ha avuto l’effetto di far proseguire un’istruttoria sul tema dei rinvii in commissione di proposte approdate in aula nella quota di tempi riservati alle opposizioni che era stata avviata già il 3 agosto scorso.

Infatti nella seduta del 19 luglio 2016 si era verificato un caso analogo che aveva visto l’aula di Montecitorio rispedire nella commissione di merito una proposta di legge calendarizzata sempre a seguito di una richiesta del gruppo M5S.

Ad agosto la giunta per il regolamento si riunì e la presidente della Camera (che presiede anche la giunta) dopo aver inquadrato il caso anche alla luce dei precedenti aveva incaricato l’on. Pino Pisicchio di relazionare alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. A settembre la giunta non aveva più affrontato la questione e l’ultimo caso verificatosi martedì ha costituito un incentivo a proseguire l’esame avviato.

Nel merito, però, ed a regolamento vigente sarà assai improbabile che il relatore possa proporre soluzioni innovative sul tema. Infatti come già evidenziato dalla stessa giunta del regolamento sia nel 1998 che nel 2000, il fatto che, a seguito della riforma del 1997, l’articolo 24 comma 3 riservi una quota di tempi nel calendario dei lavori d’aula per l’esame di provvedimenti (che non debbono per forza essere proposte di legge) indicati dalle forze di opposizione non significa che per le proposte di legge calendarizzate dall’opposizione si debba prevedere un iter legis rafforzato o comunque diverso dalle altre sia in commissione che in aula.

Inoltre la richiesta di rinvio in commissione di un provvedimento non attiene al merito del provvedimento stesso, come nel caso di una pregiudiziale, bensì rientra nella categoria della procedura dei lavori d’aula, tanto è vero che chi interviene per proporre un rinvio in commissione lo fa chiedendo la parola a norma dell’articolo 41 primo comma, sull’ordine dei lavori.

A regolamento Camera vigente, dunque, le proteste sollevate dai gruppi di opposizione, seppure comprensibili (e funzionali all’operazione di aver imposto la calendarizzazione di un determinato provvedimento) dal punto di vista politico non hanno ragione di essere.

Il fatto che nella bozza di riforma del regolamento della Camera già approvata dalla giunta per il regolamento figuri anche una novella all’articolo 41, con la quale esplicitamente si prescrive che sulle proposte di legge calendarizzate dai gruppi di opposizione non sono ammesse richieste di rinvio in commissione, a nostro avviso rafforza la tesi che le attuali lettere degli articoli 24, comma 3 e 41 comma 1, non lasciano spazio a soluzioni basate su “interpretazioni innovative o estensive” in merito ad un presunto obbligo, anche solo di natura politica, da parte dell’aula di non poter ricorrere alla scelta di rinviare in commissione un provvedimento calendarizzato in quota opposizione.

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