ODG DI UN EMENDAMENTO GIA’ APPROVATO: QUALE PARERE DEVE DARE IL GOVERNO?

L’attività parlamentare può offrire validi spunti di riflessione. Un aspetto riguarda, ad esempio, l’ordine del giorno di istruzione al Governo, ovvero uno degli strumenti prerogative dei parlamentari.

L’articolo 88 comma 2 Reg. Camera dispone che gli ordini del giorno non possono riprodurre emendamenti  o articoli aggiuntivi respinti pena la loro inammissibilità. In teoria, infatti, l’obiettivo dei parlamentari è quello di predisporre ordini del giorno che impegnino il Governo a fare (o valutare) qualcosa che si avvicini in termini operativi, disciplinari o normativi a ciò che avrebbero voluto fosse inserito tramite emendamenti nel testo all’esame. All’odg il rappresentante del Governo dà un parere (favorevole, contrario o favorevole con riformulazione) e il parlamentare sottoscrittore dell’ordine del giorno può accettare o richiedere comunque la votazione.

Quindi, ci si aspetta che non siano presentati ordini del giorno relativi ad emendamenti già approvati (in commissione o in Aula). Cosa succede, invece, quando viene presentato un ordine del giorno relativo ad un emendamento già approvato? Può accadere, ad esempio, che il Governo vada in confusione offrendoci con la Presidenza un simpatico teatrino che almeno rompe la monotonia dell’esame degli ordini del giorno, così come accaduto di recente.

Nel corso della seduta n. 496 del 6 ottobre 2015, infatti, durante dell’esame del disegno di legge annuale per la concorrenza e il mercato, il Governo rappresentato dalla Sottosegretaria per lo Sviluppo economico, Sen. Simona Vicari, ha dato parere contrario all’emendamento n. 9/3012-A/25 del deputato Ricciati (Sel) perché già incorporato nel testo, come si suol dire era ultroneo. La presidenza dell’Assemblea, tenuta da Simone Baldelli, ha ritenuto opportuno sottolineare – al di fuori di qualsiasi indicazione regolamentare – che se l’odg riguardava un emendamento già approvato allora di logica avrebbe dovuto ricevere un parere favorevole. Tant’è che la Sottosegretaria Vicari ha modificato il parere del Governo sul medesimo ordine del giorno Ricciati proponendo una riformulazione.

Pochi minuti dopo la stessa Vicari sull’ordine del giorno n. 9/3012-A/26 del deputato Ferrara (Sel) ha dovuto rimarcare che si trattava nuovamente di un odg riguardante un emendamento già approvato e sempre su sollecitazione della Presidenza ha dovuto dichiarare un parere. In questo caso però il parere è stato contrario.

Infine, non c’è due senza tre, all’ordine del giorno n. 9/3012-A/52 del deputato Rabino (ScpI) il Governo ha dato parere favorevole (senza riformulazione alcuna) nonostante si riferisse anche questo ad un emendamento già approvato. Questa volta però pare che la Presidenza non abbia ritenuto opportuno svolgere alcuna sollecitazione.

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