RIFORMA DEI VITALIZI: UN EMENDAMENTO INSIDIOSO

Giovedi prossimo, a partire dalle 13,30, in Ufficio di presidenza della Camera si vota la proposta di riforma dei vitalizi parlamentari avanzata dal Presidente Roberto Fico. Nel frattempo sono state depositate le proposte di modifica al testo della delibera. M5S e Lega non non hanno depositato emendamenti, ma lo hanno fatto i componenti dell’Ufficio di Presidenza appartenenti agli altri gruppi parlamentari. Il maggior numero di proposte è a firma del deputato Alessandro Colucci esponente del gruppo misto componente Noi con l’Italia-Usei. Le sette proposte di modifica di Colucci prevedono singoli interventi tutti volti ad alleggerire l’operazione di ricalcolo che si vuole effettuare sull’importo degli attuali vitalizi.

Molto articolato è invece l’emendamento presentato a prima firma fa Fabio Rampelli, ma sottoscritto da tutti gli altri componenti dell’Udp di Forza Italia e Fratelli d’Italia (Carfagna, Fontana e Cirielli) più Colucci. L’emendamento propone una riforma del ricalcolo dei vitalizi che a prima vista è molto simile a quella prevista dalla delibera in esame, ma le piccole differenze che sono al suo interno influiscono in maniere considerevole a rendere meno drastico il taglio dei vitalizi in essere. I passaggi più importanti sono costituiti dalla diversa età anagrafica (e il corrispettivo coefficiente di trasformazione) per il quale dovrà essere moltiplicato il montante contributivo. Mentre la delibera proposta prevede che si tenga conto dell’età anagrafica del deputato al momento in cui ha avuto accesso al vitalizio, l’emendamento di Rampelli propone che si tenga conto dell’età anagrafica al momento di approvazione della delibera, cioè oggi. Così se un deputato ha iniziato a percepire il vitalizio venti anni fa a 60 anni il coefficiente di trasformazione utilizzato non sarebbe quello relativo a 60 anni, bensì a 80 e dunque decisamente più favorevole. L’altra modifica proposta è l’utilizzo di coefficienti di trasformazione diversi da quelli elaborati dall’Inps.

L’emendamento proposto da Fdi e FI produrrebbe certamente una riduzione degli importi attualmente versati per i vitalizi, ma la riduzione sarebbe decisamente minore e molto meno drastica per i loro percettori.

L’esito della riforma dipenderà dalla Lega. All’interno dell’Udp, infatti i numeri sono molto stretti. Escludendo il presidente fico siamo 9 a 8 con M5s e Lega che hanno un solo voto in più. Se tutti gli esponenti degli altri gruppi votassero compatti e un paio di componenti della Lega fossero impossibilitati a partecipare l’emendamento Rampelli avrebbe ottime probabilità di passare.

 

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