STABILITA’ 2016 E OMICIDIO STRADALE: UN ELEMENTO LI ACCOMUNA, MA NON PIACERA’ AI PARLAMENTARI ALTOATESINI

Alla Camera la Commissione Giustizia ha appena Avviato l’esame di un disegno di legge nato al Senato ribattezzato “Omicidio stradale” poiché punta a innovare il codice penale con l’omonima fattispecie di reato.

Nel fascicolo emendamenti appena depositato ce n’è uno dei deputati della componente Minoranze linguistiche del Gruppo Misto che va a modificare, tra le altre, una norma del Codice della strada (dlgs 285/1992). In particolare si tratta di una disposizione contenuta nell’art. 34 ai commi 3 e 4 relativa all’indennizzo di usura delle strade per i mezzi d’opera. Un emendamento che sostanzialmente avrebbe poco a che vedere con il tema centrale della proposta di legge.

Traduciamo: l’art. 34 del codice della strada (Cds) si interessa all’attività dei mezzi impegnati nei lavori stradali (spesso cingolati, di peso rilevante) che proprio in virtù di tali attività possono produrre, ad esempio, danni al manto stradale. Chi copre le spese in questi casi? Secondo le disposizioni del Cds i concessionari, piuttosto che le imprese proprietarie dei mezzi d’opera dovevano pagare un “indennizzo di usura” e comprovarne l’effettuato pagamento con apposito contrassegno. Lo Stato raccoglieva gli indennizzi e li assegnava in quota parte a regioni e province autonome di Trento e Bolzano a copertura delle spese affrontate per i lavori di rifacimento e adeguamento delle strade e ad esclusivo impiego per tali fini. Nello specifico l’art. 72 del DPR 495/1992 disponeva che i proventi per l’indennizzo d’usura da mezzi d’opera fossero destinati al 70% alle Regioni e al 30% all’Anas.

Questi trasferimenti statali vennero cancellati dal c.d. federalismo fiscale contenuto nel dlgs 56/2000, ma solo ed esclusivamente per le regioni a statuto ordinario. Lo Stato quindi non avrebbe più assegnato alle regioni ordinarie alcuna somma proveniente dalla tassa di usura dei mezzi d’opera.

Per compensare la soppressione dei trasferimenti fu introdotta la c.d. “compensazione” a favore delle regioni attraverso Iva, aliquote addizionali Irpef e accise (compensazioni che come noto sono quasi di esclusivo impiego socio-sanitario, derogando completamente all’obiettivo iniziale che prevedeva l’impiego delle somme al solo fine di rafforzare, adeguare e migliorare le infrastrutture stradali). Rimasero in essere, quindi, i trasferimenti statali per le province autonome di Trento e Bolzano nonché per le regioni a statuto speciale.

Con l’emendamento dei deputati altoatesini alla proposta di legge sull’omicidio stradale (che peraltro in maniera quasi identica fu presentato già nell’estate del 2014 in occasione dell’esame di modifuca del Cds) si vuole invece permettere a tutte le regioni, e ovviamente alle province autonome, di recuperare autonomamente i proventi da indennizzo di usura al pari di qualsiasi altra tassa automobilistica. La ratio parrebbe orientata verso un sistema fiscale maggiormente federalista, nel solco di quanto previsto dallo stesso decreto legislativo 56/2000.

Cosa c’entra la Stabilità 2016? Presto detto. Secondo la bozza che circola il Governo intenderebbe abrogare in toto i trasferimenti statali a copertura delle spese per l’usura dei mezzi d’opera. Niente più trasferimenti, quindi, nemmeno per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e Bolzano.

Lo Stato quindi, stando a quanto è previsto per ora nella bozza di legge, intascherebbe la tassa sui mezzi e, in particolar modo per le regioni a statuto speciale, non disporrebbe alcun tipo di soluzione alternativa simile a quella disposta dal citato decreto legislativo.

Come si sa il percorso della legge di Stabilità è lungo e spesso tortuoso, c’è tutto il tempo per correre ai ripari, e soprattutto per verificare cosa accadrà lungo la strada da qui al 31 dicembre.

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