Taxi e NCC la saga continua…come ti ammazzo un decreto-legge appena nato

Nel corso dell’esame del disegno di legge di Bilancio 2019 al Senato (AS 981), il Governo in una prima bozza del maxiemendamento aveva introdotto modifiche alla disciplina in materia di servizi di trasporto pubblico non di linea, detto in poche parole servizio di taxi e di noleggio con conducente.

Il tema è sul piatto ormai da dieci anni e fino ad ora è stato affrontato solo attraverso una serie di proroghe annuali poiché la materia si trova al centro degli opposti interessi di taxisti e ncc.

La scomodità di trovarsi in mezzo alle due categorie, e ai relativi interessi, non sta risparmiando il Governo in carica, tanto che l’intervento normativo proposto al Senato in legge di Bilancio è stato prontamente ritirato, dopo varie proteste, per proporne le medesime disposizioni in un decreto-legge apposito: il n. 143 del 29 dicembre 2018 che di fatto tenta di regolare il settore dettando limitazioni specifiche per chi svolge il servizio di noleggio con conducente.

Il decreto-legge è stato trasmesso alla Camera dei deputati lo stesso giorno al fine della conversione in legge e l’iter è stato avviato in IX Commissione Trasporti lo scorso 9 gennaio (AC 1478) in un clima tutto sommato dialogante, almeno in apparenza, tanto che il Governo, rappresentato dal viceministro ai Trasporti, Rixi (Lega) e la maggioranza di cui la deputata Maccanti (Lega) è relatrice del provvedimento, in occasione degli incontri svoltisi con le associazioni di categorie tra il 9 e il 10 gennaio si sarebbero detti disponibili a modifiche e migliorie per equilibrare gli interessi di tassisti e ncc anche in vista di una riforma organica del settore, come auspicato dall’UE e dalle autorità di regolazione e vigilanza del nostro Paese.

Ciononostante ad appena dieci giorni di vita del decreto e nello stesso giorno in cui il Governo ha incontrato le sigle dei tassisti, le medesime disposizioni sono state riprese dall’emendamento 10.0.1000 del Governo, presentato dal viceministro allo Sviluppo economico, Galli (Lega) nel corso dell’esame del decreto-legge Semplificazione al Senato (AS 989).

L’emendamento quindi rende vano l’esame alla Camera del decreto-legge 143/2018 e reca, ovviamente, l’abrogazione dello stesso che entrerà in vigore una volta approvata la legge di conversione. Uno schiaffo ulteriore alla Camera dei deputati che dopo essere stata esautorata, di fatto, dalla possibilità di intervenire sul testo della legge di Bilancio, si troverà nuovamente sollevata dal poter modificare il decreto Semplificazione e quindi le norme in materia di trasporto pubblico non di linea. Vale la pena ricordare, infatti, che il termine per la conversione del Semplificazione scadrà il prossimo 12 febbraio e che l’esame dello stesso nell’aula di Palazzo Madama è previsto, salvo slittamenti, a partire dal prossimo 15 gennaio.

Sarà questo a mettere la parola fine alla saga Taxi vs NCC

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