UN ORDINE DEL GIORNO NON SI NEGA A NESSUNO, TRANNE CHE AL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE

Un vecchio adagio dell’attività parlamentare recita che un ordine del giorno non si nega a nessuno. Se si guarda quanto avvenuto nel corso dell’esame alla Camera del così detto decreto sblocca cantieri, si può affermare che un soggetto al quale viene negato anche un ordine del giorno c’è e si chiama Comitato per la legislazione.

Il Comitato, nel parere approvato sul decreto legge, aveva mosso più di una critica sotto il profilo della qualità normativa e della chiarezza del testo, ma con una buona dose di pragmatismo, ben sapendo che il testo era immodificabile, ha posto un’unica condizione riguardante l’articolo 5- septies del provvedimento.

Questo articolo, inserito al Senato, reperisce i fondi necessari per l’istallazione di telecamere negli asili e nelle case di ricovero e cura per gli anziani. Al comma 3 demanda ad un apposito provvedimento normativo l’attuazione degli interventi previsti dall’articolo medesimo.

Il Comitato per la legislazione, poiché il termine atto normativo non vuol dire per forza provvedimento di rango legislativo, e considerato che quest’atto potrà incidere sulle garanzie necessarie per il rispetto della disciplina della protezione dei dati personali, pone come condizione al suo parere favorevole l’approvazione di un atto di indirizzo che chiarisca che l’atto normativo sarà di rango primario.

Come spesso accade la condizione posta dal Comitato cade totalmente nel vuoto. Non se ne fa cenno nell’esame in commissione. Non ne fanno cenno i relatori nella propria relazione all’aula. Ma soprattutto nessuno dei 630 deputati ritiene di dover dare attuazione alla condizione posta dal comitato presentando un ordine del giorno con il quale si impegni il governo a dare attuazione all’articolo 5-septies con un atto di rango legislativo. Non lo fa nessuno dei deputati della commissione che ha approvato il provvedimento (Commissione Ambiente), ma non lo fa neppure nessuno dei 10 deputati appartenenti al Comitato per la legislazione che hanno approvato il parere con la condizione. In questo senso un ordine del giorno presentato con le dieci firme dei componenti del Comitato sarebbe stato comunque un segnale, se non altro del fatto che, almeno il Comitato crede in quello che scrive.

Per la precisione va detto che nel lessico parlamentare da un punto di vista strettamente tecnico l’ordine del giorno è definito come atto di istruzione al governo, mentre con il termine atto di indirizzo ci si riferisce a mozioni e risoluzioni. Va detto, però, che anche alla luce delle tempistiche parlamentari appare abbastanza evidente che con il termine atto di indirizzo, il Comitato si riferisse ad un ordine del giorno al provvedimento in esame, anziché ad una mozione che dovrebbe essere calendarizzata e alla quale si dovrebbe dedicare un apposito dibattito, con tutti i problemi, soprattutto di natura temporale che ciò implicherebbe.

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