UN PICCOLO VUOTO NELLA LEGGE ELETTORALE?

La legge stabilisce le modalità con la quale l’elettore può esprimere il suo voto. L’elettore può votare tracciando un segno all’interno del rettangolo che contiene il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Può altresì votare tracciando un segno solo sul nome del candidato nel collegio uninominale. Così l’articolo 58, commi secondo e terzo del Dpr 361/57, come modificato dalla legge 165/2017 (c.d. Rosatellum).

All’articolo 59-bis la legge specifica in maniera esplicita che qualora l’elettore tracci due segni, uno sul nome del candidato nel collegio uninominale e l’altro sul rettangolo contenente il simbolo della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale, il voto è comunque valido. E’ altresì valido il voto dell’elettore che tracci due segni, uno sul simbolo della lista e l’altro sulla lista dei candidati nel collegio plurinominale della medesima lista. Specificando infine che il cosi detto voto disgiunto, cioè il voto espresso ad un candidato nel collegio uninominale e ad una lista diversa da quello alla quale è collegato il candidato, è nullo.

Se con l’articolo 58 il Legislatore ha disposto come il voto debba essere espresso (un solo segno o sul candidato uninominale o sul simbolo) con l’articolo 59-bis ha ritenuto di dover dare indicazioni specifiche ai presidenti di seggio e agli uffici che dovranno pronunciarsi definitivamente sulle eventuali contestazioni in merito alla validità del voto espresso con due segni sulla scheda.

L’articolo 70 del Dpr 361/57, però, nel disporre la nullità dei voti chiaramente riconoscibili, fa salve le modalità previste agli articoli 58 e 59 (oltre che agli articoli 61 e 62 ormai abrogati), ma non le disposizioni previste all’articolo 59-bis. Che significa? Che in linea teorica un voto espresso con un segno tracciato sui primi due nomi della lista dei candidati nel collegio plurinominale (dunque a norma dell’art.58) è comunque valido. Un voto espresso con un segno tracciato sul simbolo di una lista (o sul nome del candidato nel collegio uninominale) e sui primi due nomi della lista di candidati nel collegio plurinominale (dunque ai sensi dell’art. 59-bis) potrebbe invece essere oggetto di contestazione perché il segno espresso solo sui primi due nomi della lista di candidati nel collegio plurinominale potrebbe essere, in linea teorica, considerato uno strumento per rendere riconoscibile il voto.

Tale ipotesi, certamente residuale, ma che non si può escludere soprattutto nella fase di scrutinio all’interno del seggio, poteva essere scongiurata se anche l’articolo 59-bis fosse stato inserito tra le disposizioni che vengono fatte salve dalla possibilità che un voto sia dichiarato nullo perché considerato riconoscibile. Resta da capire se si sia trattato di volontà o semplice svista del Legislatore.

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